Se cercate giochi didattici online di matematica per la scuola primaria, trovate spesso la stessa cosa: una domanda, quattro risposte, un punteggio. Utile, forse, per automatizzare. Lontano dalla matematica nutriente e lontano da quello che vedo succedere ogni giorno quando i bambini ragionano davvero! Da un po’ di tempo quello che sembrava un passatempo si è trasformato in qualcosa a cui tengo moltissimo: costruire giochi matematici interattivi cercando di farli come servono a noi in classe. Semplici, adatti sia alla LIM che a casa, ma capaci di far nascere discussioni, strategie, tentativi, errori, ragionamenti… non quiz!




Certi concetti matematici richiedono un contesto specifico per emergere, e non basta un esercizio ben confezionato. Il valore posizionale delle cifre, la scomposizione dei numeri, il senso del numero, le strategie di calcolo mentale: sono cose che si costruiscono lentamente, con materiali, con il corpo, con la ripetizione. Volevo giochi didattici che accompagnassero quel processo, magari con gli stessi strumenti che usiamo in classe.


Molti di questi giochi sono nati proprio dalle attività che facciamo ogni giorno. Il pallottoliere che abbiamo sopra la lavagna è diventato un pallottoliere online per le operazioni, perché mi piaceva che i bambini potessero ritrovarlo anche a casa. Le cannucce che leghiamo con l’elastico per formare i mazzetti da dieci, quel gesto preciso, quella logica del raggruppamento in decine e unità, le ho cercate anche nello schermo, con gli stessi schemi e gli stessi movimenti: eccole nel gioco delle cannucce per contare. Non volevo un’app generica sul valore posizionale: volevo qualcosa che somigliasse a quello che facciamo, che i bambini riconoscessero come “nostro”.


Alcuni giochi li hanno migliorati i bambini stessi, senza saperlo. La spesa al supermercato, per esempio: nella versione originale si calcolava il totale, si sceglievano le banconote, si pagava. Fine. Poi un giorno qualcuno ha detto “maestra, ma lo scontrino? Vogliamo lo scontrino“. E lo scontrino è arrivato. È così che funziona, quando un gioco è davvero vivo in classe, cresce con chi lo usa. Noi questo gioco ad esempio lo usiamo così: parte una nuova partita con un livello di difficoltà adatto, appare la schermata con gli articoli nel carrello, e ogni bambino dal proprio posto prova a calcolare il totale a mente. Poi viene chiamato (a caso 🙄) uno di loro, va alla LIM e inserisce il totale. Nel frattempo dall’altra parte della classe c’è la cassa aperta, qualcuno fa il cassiere o la cassiera. Chi ha inserito il totale deve scegliere le banconote giuste per pagare, portarle alla cassa, e insieme calcolano il resto. Non è banale: capire con quanti soldi pagare, trovare la composizione giusta, decidere se usare una banconota sola o più monete, se avere o meno il resto… c’è tutto un ragionamento dietro, anche per chi sembra sicuro!




Prima di chiudere, un gioco che per ora vive solo in questo post. Si chiama Dov’è nascosto Gambero Rosso? e l’ho costruito ricalcando l’idea di Betta l’apetta, un gioco sviluppato dal gruppo Matematica 011 dell’Università di Torino e di cui ho già parlato qui sul blog. L’idea era portare online quella stessa logica, con immagini che riuscivo a creare, per rendere accessibile anche in digitale un gioco che apre moltissime possibilità didattiche.
Sul tavolo virtuale ci sono 24 carte: ogni carta mostra un pesciolino (verde, blu o arancione) con o senza bollicine, e con un elemento sul fondale. Gambero Rosso si è nascosto dietro una di queste carte. Per trovarlo bisogna fare domande: il gioco risponde solo sì o no. A ogni risposta si girano le carte che non possono nasconderlo, finché ne rimane una sola. Non è un gioco di fortuna: ogni domanda, se interpretata bene, elimina una parte delle carte, e chi impara a sceglierle nel modo giusto trova Gambero Rosso sempre. È un gioco sul ragionamento per esclusione, sulla precisione delle domande, sulla logica, le stesse cose di Betta, con un mare al posto del prato!
Per ora lo trovate solo qui. Tra un po’ arriverà anche nella sezione ufficiale. Provatelo, e fatemi sapere se funziona!

Rispondi