Ci sono libri che solo dal titolo cominciano a lavorare. Il signor Orizzontale e la signora Verticale ha fatto proprio questo effetto. Io questo albo non ce l’ho ancora, ma è bastato poco per accendere il gioco. Con i bambini abbiamo cominciato a fantasticare. Com’è una signora verticale? Cosa le piace? E un signore orizzontale, invece? Già qui ci siamo divertiti parecchio, perché appena si apre uno spiraglio tra lingua, immaginazione e forma, i bambini entrano subito. La signora verticale, per esempio, potrebbe amare la pioggia, perché cade dritta in giù. Potrebbe amare le scale lunghe, i grattacieli, le alghe che dal fondo del mare tentano di risalire, i fili d’erba, le giraffe, le torri. Il signore orizzontale invece ama sicuramente i treni lunghi lunghi lunghi, gli occhiali appoggiati sul tavolo, le matite sdraiate, le strade dritte, il mare quando sembra una riga, i serpenti, le panchine.

A un certo punto abbiamo fatto un passo in più. Ci siamo detti: ma se la signora verticale incontra il signore orizzontale, nasce un bambino. E questo bambino com’è? Per forza un miscuglio dei due. Dentro di sé ha qualcosa della mamma verticale e qualcosa del papà orizzontale. E qui il laboratorio ha preso una piega concreta. Ho portato a scuola una vecchia macchina per fare la pasta, proprio quella di casa. Solo che invece della pasta ci abbiamo infilato i fogli di carta colorati. Ne sono uscite strisce bellissime, già pronte, tutte da usare.


All’inizio abbiamo provato a ritagliare in modo più fine, più preciso, più fitto. Poi abbiamo semplificato perchè troppo difficile, abbiamo fatto tre tagli soltanto, e il foglio si è trasformato in quattro strisce grandi. Molto più gestibile. Da lì ogni bambino ha provato a costruire il proprio “figlio” della signora verticale e del signore orizzontale, lavorando con gli intrecci. Non è stato un laboratorio facile, per niente. Intrecciare richiede attenzione, controllo, pazienza, capacità di non perdersi. Bisogna tenere insieme il sopra e il sotto, ricordarsi il ritmo, non tirare troppo, non mollare troppo. Le direzioni, che a parole sembravano così simpatiche, nelle mani si sono rivelate assai esigenti. Alla fine sono venuti fuori lavori molto diversi, qualcuno più preciso, qualcuno più storto, qualcuno mezzo ribelle, ma tutti portavano il segno di un incontro tra verticale e orizzontale.



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