Ci sono albi illustrati che, oltre a essere belli, sembrano fatti apposta per entrare in classe e accendere qualcosa. Il Bruco Misuratutto di Leo Lionni, per me, è uno di questi. La nostra avventura intorno alla misura è cominciata proprio dalla lettura di questa storia meravigliosa. Un piccolo bruco, per sfuggire all’appetito di un pettirosso, si inventa un mestiere geniale: diventa un misuratutto. E così comincia a misurare tutto quello che incontra: la coda del pettirosso, il collo del fenicottero, il becco del tucano, le zampe dell’airone. Finché arriva la richiesta impossibile di misurare il canto dell’usignolo.
È un albo illustrato perfetto per iniziare a lavorare sulla misurazione in una classe prima o seconda. Il bruco nella storia diventa un’unità di misura e così il primo lavoro che abbiamo fatto è stato capire quante volte il piccolo bruco poteva entrare dentro una certa lunghezza. Non è una cosa così scontata come potrebbe sembrare. L’idea di “entrare in una lunghezza” non è immediata, può aiutare la riflessione questa scheda tratta dal progetto MaMa.

Abbiamo poi costruito il nostro bruco Misuratutto. Ogni bambino ha progettato e disegnato il proprio bruco su una striscia di carta, scegliendone liberamente la lunghezza. Poi la striscia è stata ritagliata in modo da coincidere esattamente con la misura del bruco disegnato, in questo modo il bruco è diventato uno strumento personale di misura.
Fin dalla prima fase di utilizzo è emersa una difficoltà significativa: l’idea di iterare una misura dentro una lunghezza richiede un controllo percettivo e motorio non scontato!





Dopo una fase di esplorazione libera, è stato necessario fermarsi per osservare il gesto del misurare. Abbiamo lavorato sul mantenere il punto di riferimento: segnare con il dito la fine dell’unità, spostare il bruco senza perdere il segno, ripartire da lì. A quel punto è stato molto utile il lavoro a coppie. I bambini che avevano capito meglio la procedura hanno aiutato i compagni e piano piano la classe si è trasformata in un piccolo laboratorio di misurazione diffusa: oggetti, tavoli, corridoi, corpi, tutto diventava occasione per provare.
Un passaggio interessante è emerso quando qualcuno ha posto il problema di misurare un oggetto più piccolo del proprio bruco. Come fare? La loro soluzione è stata invertire il rapporto: non più quante volte il bruco entra nell’oggetto, ma quante volte l’oggetto entra nel bruco. Questo scarto mostra un primo livello di flessibilità concettuale non da poco, la misura è relazione tra grandezze e può essere riorganizzata linguisticamente e… mentalmente!

Compiti per il fine settimana? Manco a dirlo: misurare il mondo con il proprio bruco Misuratutto! Ecco la scheda:


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