Il quaderno delle scoperte

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Tutto quello che riguarda scienze, geografia e tecnologia da noi finisce nel quaderno delle scoperte. Il nostro viaggio in questi mondi quest’anno è iniziato con Nira, una piccola extraterrestre atterrata un pomeriggio nel giardino davanti alla scuola con la sua astronave. Nira ha un potere curioso: se sfiora qualcosa con un dito, il tempo lì corre velocissimo. Un seme diventa pianta, poi albero. Un bambino cresce, invecchia, e poi torna bambino. Nira guarda il mondo e si fa domande. Perché le cose cambiano? Cosa succede se…?

Questo superpotere è stato la nostra porta d’ingresso nel tema dei viventi e dei non viventi. Cosa succede se Nira tocca una pietra? E se tocca una foglia? I primi, faticosi confronti dei mesi di ottobre, in una vivace classe prima, sono nati attorno alle storie di Nira, spesso seduti intorno a un “fuoco immaginario” che creiamo per dare la giusta atmosfera e accogliere l’ascolto dell’altro.

A un certo punto avevamo osservato la Luna nel cielo e qualcuno l’ha tirata in ballo: la vediamo cambiare forma, quindi è viva? Che cosa vuol dire essere vivi? Non abbiamo chiuso in fretta la questione. Ci siamo fermati dentro le ipotesi. Qualcosa cambia perché ha come una forza vitale, qualcos’altro cambia senza essere vivo. I bambini reggono benissimo questo tipo di complessità, anzi la cercano.

I viventi ci hanno incuriosito, manco a dirlo… così li abbiamo osservati in silenzio e disegnati. Sono usciti lavori pieni di dettagli. A casa ho trasformato i loro disegni in animali “vivi” con un programma di AI. Ho raccontato loro che Nira ha anche la capacità di dare un soffio di vita ai disegni: sfoglia i quaderni, li tocca, e gli animali cominciano a muoversi. Li abbiamo osservati insieme e i bambini erano sorpresi e orgogliosi, come se il loro tratto avesse davvero una forza capace di animarsi.

Poi è arrivato un intermezzo inatteso, nato da un’osservazione spontanea a casa e lo abbiamo colto con piacere. Un bambino ha detto che nel cucchiaino si vede riflessa la propria faccia, ma se lo giri la faccia si capovolge come per magia! Così abbiamo seguito quella traccia e tutti abbiamo portato un cucchiaino da casa. Cos’altro si poteva fare con un cucchiaino? Non è forse scienza guardare e dire quello che si vede, anche se all’apparenza sembra poco?! Anzi, soprattutto se sembra poco!

Nel quaderno delle scoperte ci finiscono le osservazioni di Nira, quelle degli animali, i disegni del cucchiaino e tutto quello che emerge lungo il percorso. Il quaderno tiene tutto insieme, senza categorie rigide, perché il punto non è dare la definizione di vivente/non vivente ma provare a coltivare lo sguardo di chi comincia a domandarselo…

Nira ci ha anche detto che il tempo non è l’unico responsabile dei cambiamenti. A volte accadono cose diverse dentro lo stesso tempo. Ci ha suggerito di fare un esperimento: prendere una mela e dividerla a metà. Una metà andava toccata solo con le mani pulite, l’altra invece andava toccata con le mani non lavate, proprio prima di andare a mangiare, quando le mani sono al massimo della loro carica batterica.

Ogni parte è stata messa in un contenitore e poi su una mensola della classe. Ogni giorno, o quasi, ci siamo avvicinati a guardare. Il tempo è lo stesso, ma non agisce allo stesso modo se cambiano le condizioni. Anche questo è finito nel quaderno delle scoperte… per adesso Nira resta sullo sfondo come un personaggio che ogni tanto suggerisce come procedere.

Come si fa a dire se qualcosa è vivo? Un seme, per esempio, è vivo? È fermo, non si muove, non respira, non cammina, non parla. Eppure qualcosa dentro c’è.

Questo è stato il nostro lavoro nei primi mesi di scuola. Il quaderno delle scoperte raccoglie già diverse domande, disegni, animali che prendono vita, cucchiaini, mele, muffe e fagiolini in attesa. Stiamo osservando e per ora basta.

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© Rita Di Ianni · matematichenonsinasce · idee e materiali per la scuola primaria

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