Questo percorso sui solidi è stato realizzato insieme a Francesca, tirocinante dell’Università di Pisa, una risorsa preziosa per la nostra classe!
Lezione 1 – osservazione




L’introduzione alla geometria è partita dai solidi, in un primo incontro intorno a un tavolo. Abbiamo cominciato chiedendo ai bambini quali forme conoscessero, accogliendo le risposte senza correggere e senza introdurre definizioni, per far emergere immagini mentali, esperienze e intuizioni. Sono emersi soprattutto quadrato, rettangolo, triangolo, cerchio e… la stella! Abbiamo spostato l’attenzione sulle forme che si possono tenere in mano. Le risposte sono diventate più incerte e mescolate, tra figure piane, oggetti reali e descrizioni informali. Abbiamo scelto di non sistemare le risposte, ma di mettere al centro l’esperienza del toccare.
Con un sacchetto contenente diversi solidi geometrici, i bambini hanno esplorato le forme usando mani e occhi per poi descriverle ai compagni con parole proprie. Le domande guida erano concrete: se la forma fosse uguale in ogni parte, quante superfici piatte si potessero sentire, se l’oggetto rotolasse o restasse fermo quando era sul tavolo, se fossero presenti “punte”, linee dritte o curve.
L’attenzione era sul sentire, sul vedere, sul provare a raccontare. Ognuno descriveva la propria figura, e poco alla volta sono emerse somiglianze e differenze. A un certo punto sono apparse due figure rosse: una piramide a base quadrata e una a base triangolare. La maestra le ha prese e ha chiesto semplicemente: sono uguali? Perché sì? Perché no? Le risposte non erano immediate. I bambini hanno dovuto guardare meglio, confrontare, trovare parole per spiegare ciò che vedevano. Lo stesso è avvenuto con altre coppie di solidi.
Lezione 2 – oggetto da casa

Il lavoro è proseguito con oggetti portati da casa: scatoline, barattoli, contenitori di vario tipo. Seduti in cerchio, i bambini hanno esplorato e descritto il proprio oggetto, parlando di “parti lisce”, “facce piatte”, “angolini”. Dopo ogni descrizione, cercavano altri oggetti simili al proprio, creando gruppi e famiglie basate sulle somiglianze. L’attenzione oltre che sull’osservazione, era sul confronto.
Durante il percorso, i bambini hanno iniziato anche a dare nomi personali ai solidi. La piramide a base quadrata è stata chiamata “piramide”, perché ricordava quelle egiziane; il prisma a base triangolare è diventato “doppio triangolo lungo”, perché presenta due facce triangolari; il tetraedro è stato chiamato “tutta triangolo”, perché tutte le facce sono triangoli. Questi nomi hanno reso visibile il loro modo di osservare e di interpretare le forme.



Lezione 3 – creta


Nella lezione successiva abbiamo introdotto la creta. Ogni bambino ha riprodotto più solidi, avendo i modelli sul tavolo. L’attività ha richiesto un’osservazione attenta delle caratteristiche del solido e un confronto continuo tra l’oggetto e la propria produzione. Per usare la creta non bastava modellare con le mani, ma anche il tavolo, la pressione e il peso del materiale sono diventati parte del lavoro. I risultati, diversi e imperfetti, documentano il processo di esplorazione e di tentativo. Mi piace che la geometria entri fin dall’inizio attraverso la terra… in fondo geo-metria significa misura della terra!






Il lavoro riprenderà tra circa un mese, dopo l’essiccazione e la cottura dei solidi in creta. In seguito lavoreremo sulla pittura dei solidi, sulle loro facce, sulle impronte che lasciano e sui primi ragionamenti legati allo sviluppo piano.
I solidi usati sono questi


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