Quest’anno ho ricominciato il ciclo e, come se ne dovessi avere una ulteriore conferma, posso dire che le dita sono davvero al centro di questo nuovo inizio. Nelle prime settimane abbiamo lavorato molto con i fagioli, per costruire quantità e rappresentazioni concrete, ma accanto a questo abbiamo iniziato anche molte delle pratiche legate al progetto PerContare, che mette al centro proprio le mani.
Uno dei giochi che facciamo (ripreso dal progetto) è quello che chiamiamo “il gioco delle mani dietro la schiena”. Ci sediamo in cerchio, ognuno sulla propria sedia, e io metto le mie mani nascoste dietro la schiena e dico ai bambini come le posiziono (loro non le possono vedere), per esempio: “Da una parte ho due dita alzate, dall’altra tre abbassate.” Ripeto la frase due volte. I bambini tengono le mani davanti a loro, ascoltano con attenzione e provano a creare la configurazione. Poi chiedo: “Fatemi vedere! Che numero è?” A quel punto mostro anch’io le mie mani con la configurazione che avevo descritto.
È un gioco che ripetiamo spesso e ogni volta noto dei progressi: i bambini diventano più veloci, più precisi, più consapevoli. È evidente quanto sia importante dare spazio a questo tipo di attività.

Esiste anche un gioco alla LIM suggerito dal progetto PerContare dove protagonista è una coniglietta che propone proprio questi esercizi con le dita. Non so perché ma alla LIM della scuola non funziona bene, a voi funziona? Comunque è ottimo per giocare anche da uno schermo di casa!


Un altro dei giochi che facciamo con le mani si svolge a coppie: un bambino espone una configurazione delle dita e l’altro deve dire che numero è. Si possono fare i numeri classici da 1 a 10 con le mani, oppure combinazioni più complesse, come alzare quattro dita in una mano e quattro nell’altra e riconoscere che è il numero otto. I bambini si spostano in un angolo comodo della classe, si siedono a terra e giocano con i loro tempi.

Poi il gioco diventa a tre, si formano gruppi di tre bambini, uno espone la configurazione e gli altri due devono indovinare il numero. Vince chi lo riconosce per primo. È un gioco che a loro piace moltissimo e di solito ci porta via anche una buona mezz’ora, ma ne vale la pena perché è un momento di grande coinvolgimento. Qualche bambino fa ancora fatica a piegare le dita o a mantenere le posizioni con la mano, e chi ha difficoltà di lateralizzazione o di impugnatura della matita dopo un po’ dice di essere stanco di usare le mani. Giocando infatti stanno rinforzando la muscolatura e migliorando la coordinazione!


Joe Boaler ricorda spesso l’importanza delle mani nei suoi libri; quando pensiamo ai numeri, anche da adulti, nel cervello si attiva la stessa area che usiamo per rappresentare le dita. Avere una buona percezione delle dita è quindi fondamentale, e usarle fin da piccoli non è affatto un’abitudine da “bambini piccoli”, ma un vero e proprio strumento cognitivo. La percezione digitale è infatti un indicatore molto preciso del futuro successo matematico.
Eppure ancora oggi in alcune scuole l’uso delle dita viene scoraggiato, come se fosse qualcosa da abbandonare il prima possibile. In realtà il percorso naturale è l’opposto: sono i bambini stessi che, con il tempo, lasciano andare le dita quando non ne hanno più bisogno. Prima, però, devono poterle usare, guardarle, muoverle, sentirle. Perché le dita sono un ponte naturale tra il corpo e il numero, tra il gesto e il pensiero.
Le neuroscienze consigliano addirittura di introdurre esercizi di discriminazione delle dita, come quelli usati dai musicisti, e non è un caso che chi suona strumenti con le mani sviluppi spesso migliori competenze matematiche.
Sul sito YouCubed si trovano diversi giochi e attività nati proprio da ricerche neuroscientifiche della Stanford University, pensati per allenare la percezione digitale nei bambini. Uno di questi giochi si chiama il labirinto delle dita colorate. Questo gioco sviluppa nel bambino l’area neurale somatosensoriale corrispondente alle dita. Il gioco richiede di mettere un punto colorato su ogni unghia, rispettando l’ordine della figura.

Il bambino a questo punto ha a disposizione tre fogli con tre diversi labirinti, posti in ordine di difficoltà. L’adulto chiede al bambino di iniziare con la mano dominante, abbinando l’indice rosso con il percorso rosso, e di tracciare lentamente il percorso fino alla fine; ogni percorso deve essere fatto lentamente e richiede alcuni secondi di esecuzione. Si richiede poi al bambino di passare al percorso verde ed infine a quello blu utilizzando le dita corrispondenti. Dopo che il bambino ha usato la mano dominante, si chiede di ripetere i percorsi con l’altra mano.




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