Giochi di movimento, di carte, di dadi, di costruzione… a volte li facciamo insieme, altre volte li lascio come compiti per casa. E qui si apre un mondo! Quando chiedo chi ha un mazzo di carte a casa, non tutti alzano la mano, e non avere un mazzo di carte in casa è un segnale importante!
Daniela Lucangeli e Brian Butterworth (2016) mostrano come i giochi da tavolo e di carte siano uno degli strumenti più potenti, semplici e divertenti che i genitori hanno a disposizione per sostenere lo sviluppo dei cosiddetti prerequisiti matematici, già dai 4-5 anni.
In quello studio hanno osservato 110 bambini di 5-6 anni per capire se le attività numeriche vissute in famiglia avessero un effetto sulle competenze matematiche a scuola. Il risultato ha evidenziato come i bambini che a casa giocavano più spesso con giochi che implicavano il numero (come tombola, carte, dadi, giochi di percorso) mostravano migliori capacità di conteggio e di comprensione numerica. E non solo, anche la familiarità con numeri della vita quotidiana (le date di compleanno, i numeri di telefono, il numero civico della nonna) risultava collegata a una maggiore capacità di risolvere piccoli problemi e di comprendere le corrispondenze uno a uno.
Un bambino che per esempio sa il numero civico della casa della nonna, o che si diverte a contare gli scalini per arrivare al piano della sua casa, o che gioca a tombola con gli zii, arriva a scuola con basi numeriche molto più solide rispetto a chi non lo fa. Non perché qualcuno gli abbia insegnato chissà quale matematica, ma perché ha cominciato a viverla, a riconoscerla come parte della realtà.
Per questo a scuola continuiamo a giocare tanto. Il gioco ha un posto centrale nel patrimonio di esperienze che i bambini portano con sé, e che, purtroppo, non tutti hanno avuto modo di costruire. Nella ricerca si legge anche che non tutte le attività familiari hanno lo stesso effetto: per esempio guardare la televisione non sembra incidere, mentre leggere con i genitori favorisce lo sviluppo linguistico, e praticare sport potenzia le abilità spaziali, legate alla linea dei numeri.
Alla fine tutto converge: l’esperienza numerica quotidiana, vissuta in modo giocoso, è un predittore importante delle competenze matematiche future. Per questo è importante che l’ora di matematica sia un’ora piena di gioco, di movimento, di costruzione e di manualità. Certo, c’è anche il tempo per imparare a usare bene il quaderno, ma accanto a questo ci dovrebbe essere sempre spazio per il gioco.
Tra i compiti (per la classe prima) di questo fine settimana, ad esempio, ho lasciato un gioco che si chiama Il maggiore avanza! È un semplice gioco di confronto tra quantità, con le carte. Niente di complicato. Ma se una sera in famiglia si riesce a fare una partita, quel tempo leggero, in realtà, è già matematica che cresce!!!

Qui puoi scaricare l’immagine della tabella
Le regole? Si cerca una persona in famiglia con cui giocare e si prende la tabella di gioco che abbiamo incollato su una pagina del quaderno. Si prepara poi un mazzo di carte da cui vanno tolte tutte le figure (fante, donna e re), lasciando solo le carte numerate da uno a dieci. Dopo averle mescolate, si dividono in due mazzetti uguali.
Ogni giocatore mette una pedina (può essere un fagiolo o un cecio) sulla prima casella della tabella e si comincia. I due giocatori girano contemporaneamente una carta. Chi ha la carta con il numero maggiore avanza di una casella, l’altro resta fermo. Si continua così finché uno dei due non arriva alla fine del percorso.
È un gioco che da un lato permette ai bambini di esercitare il confronto tra quantità in modo naturale, dall’altro lavora anche sulla percezione del subitizing. Quando la differenza tra le due carte è grande (per esempio un due contro un nove), il riconoscimento è immediato; ma quando le carte sono vicine (per esempio sei e sette), i bambini devono richiamare la linea numerica mentale, e questo li aiuta a stabilizzare la sequenza dei numeri.
Riferimento:
Benavides-Varela, S., Butterworth, B., Burgio, F., Arcara, G., Lucangeli, D., & Semenza, C. (2016). Numerical Activities and Information Learned at Home Link to the Exact Numeracy Skills in 5–6 Years-Old Children. Frontiers in Psychology, 7, 94. doi: 10.3389/fpsyg.2016.00094

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