Motricità fine con i fagioli

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Ho chiesto alle famiglie che i bambini portassero da casa un po’ di fagioli o ceci secchi perché si possono fare tantissimi giochi se ne abbiamo grandi quantità (e presto posterò un po’ di giochi); questi materiali poveri sono perfetti per rappresentare quantità singole, un po’ come i Dots che ora si vedono nei nuovi materiali didattici. Non erano ancora arrivati tutti i mucchietti, ma oggi, visto che abbiamo cominciato a preparare la nostra scatola dei fagioli e dei ceci, ho voluto dare un significato concreto a questo piccolo dono.

Ho distribuito una manciata di fagioli sui tavoli e ho lanciato la sfida: “Con questi fagioli dovete costruire una linea retta, una sola!”

“Che cos’è una linea retta?”, ho chiesto. In realtà non lo avevamo mai fatto, ma quasi tutti avevano già in mente l’idea di una linea dritta. Alla lavagna ne ho disegnata una che continuava idealmente all’infinito (luuuuuunga luuuuuuunga), e ho detto che potevano cominciare.

La classe si è subito animata, ognuno voleva toccare i fagioli, muoverli, fare la propria linea. È stato bellissimo osservarli: tutti presi dal piacere di spostare quei piccoli oggetti, di metterli in fila, di provarci. Era una fase di esplorazione pura e andava benissimo così. Già il gesto di allineare i fagioli uno dopo l’altro è un esercizio di manualità fine tutt’altro che banale.

Dopo un po’, ho ricordato la consegna: “Alla fine deve esserci una sola linea.”
Ed è lì che il gioco si è trasformato in qualcosa di ancor più interessante.

Qualcuno aveva già interiorizzato l’obiettivo e stava provando a far incontrare due linee che partivano dai lati opposti del tavolo. Altri avevano creato linee parallele o che andavano in direzioni diverse, così hanno provato a unire la propria linea con quella dell’amico, ma non sempre le direzioni coincidevano: se non l’avevi pensato prima, era difficile farle combaciare.

Un tavolo è riuscito ad arrivare fino in fondo: due bambine hanno deciso di lasciare il passo, di distruggere la loro linea per unirsi a quella comune. Con umiltà e collaborazione hanno ricominciato da capo e sono riuscite a completare la linea unica.
In un altro tavolo, invece, la collaborazione non è arrivata: ognuno portava avanti la propria linea senza ascoltare gli altri. Ne è nata frustrazione, ma anche molto materiale per riflettere (a posteriori).

Per un’insegnante, avere davanti agli occhi queste dinamiche è prezioso. Ti raccontano tanto del gruppo, del carattere dei bambini, di come si posizionano nei lavori di squadra.

Quando il primo tavolo ha completato la retta usando tutti i fagioli, abbiamo festeggiato. Ho fatto una foto al gruppo e ho detto che l’avremmo messa nel quaderno di tutti, come ricordo di questa prima sfida. Poi anche un secondo tavolo è riuscito a portare a termine il lavoro, dopo aver cominciato con quattro linee in direzioni diverse! Una bella impresa!

Agli altri ho dato ancora un po’ di tempo, ma non troppo: erano presissimi ma in alto mare e a un certo punto ho deciso di chiudere. È arrivata la frustrazione di non aver finito, e l’abbiamo accolta. Ho restituito a ciascun tavolo ciò che avevo osservato nel tempo che avevano lavorato: chi aveva collaborato, chi aveva ceduto per unirsi a un’idea comune, chi aveva trovato un modo per ascoltare gli altri. Poi ho lasciato la parola ai bambini, e da lì è nata una bella (e faticosa) discussione collettiva.

Abbiamo imparato tanto da questa prima semplice lezione con i fagioli e sarà solo la prima di molte altre! Lavoreremo tanto con ceci e fagioli per sviluppare la manualità fine. Gli studi più recenti* mostrano che, in caso di difficoltà di scrittura, non è utile ingrandire gli strumenti (già… anche le matite con gommini non sono proprio indicatissime…); al contrario, per rinforzare la muscolatura intrinseca della mano è importante usare strumenti piccoli e sottili come matite normali (fini) o gessetti corti. Sono loro che permettono di sviluppare la destrezza tra le prime tre dita.

Tra le attività che favoriscono questa competenza c’è proprio quella di disporre fagioli o ceci su linee o contorni, utilizzando mollette, pinze o semplicemente le mani. È un gioco che allena la concentrazione, la precisione e la giusta forza nelle mani.

Lascio qui il link a un riferimento prezioso per noi insegnanti di prima: il materiale MAMA “Impugnare la matita”. È una guida chiarissima che spiega come dovrebbe formarsi la corretta impugnatura e come intervenire, con piccoli giochi e attività come questa, quando questa abilità non è ancora matura.

👉 * L’articolo è scaricabile gratuitamente qui: Impugnare la matita

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© Rita Di Ianni · matematichenonsinasce · idee e materiali per la scuola primaria

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