Oggi siamo partiti da un albo illustrato che si chiama Se ti dessi mezza mela, di Silvia Borando. È un albo illustrato della casa editrice Minibombo e sul loro sito si trovano tante attività da scaricare per ogni albo. Questo è super simpatico per lavorare in classe prima sul concetto di metà, perché rimane bene impresso.



Ho cominciato a leggere la storia, più che altro a recitarla perché si presta benissimo a molte scenette. È la storia di uno scoiattolo che fa un picnic, a un certo punto un elefante gli chiede mezza mela. Lo scoiattolo pensa che forse mezza mela sia troppo da dare all’elefante, allora immagina: magari gliene do metà della metà. Poi magari gliene do metà della metà della metà; e va avanti così, fino a dare all’elefante un pezzettino piccolo piccolo. Ovviamente poi c’è anche un finale inaspettato e simpatico. Come prima cosa ho dato ai bambini l’immagine di una bella mela rossa. Ho detto loro che l’avremmo utilizzata e ho chiesto di ritagliarla bene bene bene (e come è cambiato il loro modo di tagliare rispetto all’inizio dell’anno!). La mela aveva anche il picciolo e una foglia, quindi dovevano proprio ritagliarla con tantissima cura.
Dopo una prima lettura tutti avevano capito cosa avrei chiesto loro. L’ho riletta ma non di seguito, mi fermavo proprio al momento giusto e…a loro il compito di tagliare! Quando tutti hanno tagliato la mela a metà, ho chiesto di incollare sul quaderno una metà, l’altra di tenerla in mano per continuare la storia. Ognuno di loro ha diviso la propria mela con un taglio di forbice e anche qui è stato interessante vedere le strategie. C’è chi l’ha divisa proprio pensando a due parti uguali, dividendo persino il picciolo; c’è chi ha diviso in maniera meno precisa pur mantenendo una sguardo d’insieme. Poi abbiamo scritto bello grande MEZZA MELA.



Da lì siamo andati avanti nella storia con METÀ DELLA METÀ. Abbiamo provato a tagliare la metà della metà e ancora avanti fino al pezzo più piccolo. In questo modo abbiamo lavorato sulla metà, ed è stato interessante vedere come i bambini si gestivano questo taglio.

Ci siamo anche divertiti un sacco a entrare nel gioco della storia e sono partite battute su battute.

Dopo questa parte è successa una cosa golosa, tra le torte avanzate dai momenti di compleanno ce n’era una. Quel giorno c’erano tre assenti, quindi eravamo proprio in sedici in classe (esclusa la maestra); con una torta pronta e un lavoro sulle metà, sembrava fatta apposta per noi, non potevo non cogliere l’occasione golosa.

Come dividiamo la torta? Abbiamo messo via i quaderni e ho dato a ogni tavolo un foglio tondo. Ed è stato interessante osservarli, perché in realtà è stata una grande fatica provare a dividere una cosa tonda in parti che non fanno arrabbiare nessuno! Qualcuno ha provato a fare una griglia quadrata, e il fatto di non prendere tutta la torta, per molti, non era un problema. C’erano comunque sedici pezzettini ed ognuno avrebbe avuto un pezzo di torta.




Due gruppi hanno cercato di fare in modo di prendere tutto lo spazio della torta, negli altri tre rimanevano degli spazi vuoti. Però, per loro, la torta era divisa; anche se poi, quando abbiamo guardato meglio, era evidente che alcune fette sarebbero state mooolto più piccole di altre. E non tutti sarebbero stati contenti di prendere proprio quelle! Abbiamo ragionato un po’ su queste parti; poi, insomma, c’era soprattutto la voglia di mangiare la torta e quindi la maestra, con un piccolo tocco di magia, è riuscita a dividere la torta tonda in sedici parti che hanno accontentato tutti. Ognuno infatti, alla fine, ha mangiato… la metà della metà della metà della metà della torta! Slurp!


La cosa più bella è stata vedere quanto questa storia sia rimasta nell’immaginario giocoso della classe a distanza di tempo. Qualche giorno dopo, per esempio, un bambino ha portato una merenda speciale che ha raccontato a tutti con orgoglio. Aveva un panino, ma nel portamerende non entrava. Allora, insieme alla mamma, ha pensato di tagliarlo come nella storia, prima a metà e poi ancora a metà! Un altro giorno ancora si è rotto un peluche: senza testa sarà come metà peluche? Se manca solo una parte, possiamo ancora parlare di metà? Domande tutt’altro che banali!




Lascia un commento